CASTELLO SCALIGERO

Arte e Cultura

Visite:

  • – Il cortile è sempre aperto e libero.
  • – Le Torri sono visitabili dal 17/03/18 fino a ottobre
  • In caso di maltempo, le Torri rimangono chiuse.

 Informazioni:

  • Orari: 9.30-12.30, 15.00-18.00
  • Giorni: sabato, domenica e festivi
  • Ingresso: €2,00 – Gratis fino a 13 anni.

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La fortezza simbolo del paese

Dal centro del paese, si prosegue la piacevole passeggiata tra le eleganti ville liberty che portano ad una stretta ed erta strada, da cui si accede al Castello Scaligero il quale, dalla sommità della collina su cui sorge, domina Valeggio e tutta la valle del Mincio, mantenendo inalterata la suggestiva imponenza delle fortificazioni medievali del XIV secolo e segnando l’inizio della pianura veneta.

Della sua parte più antica quasi completamente rasa al suolo dal terremoto del 1117, resta solo la Torre Tonda, singolare costruzione a ferro di cavallo del X sec che insieme ad altre tre doveva formare una fortificazione a pianta trapezoidale, adeguata alla morfologia del territorio. La parte attualmente visitabile era originariamente chiamata la “Rocca” e ad essa si accedeva tramite due ponti levatoi. Un terzo ponte, l’unico tuttora esistente, immetteva nella parte più ampia del complesso, chiamata “Castello” di cui rimangono solo i ruderi delle mura perimetrali e l’area interna è ora occupata da una villa privata, edificata all’inizio del 1900 (Villa Nuvoloni – Sberna).

Il passare del tempo, le guerre e l’incuria dell’uomo hanno danneggiato progressivamente questi antichi monumenti. Solo negli ultimi decenni è iniziata l’opera di protezione e ricostruzione di questo nostro particolarissimo patrimonio storico. Attualmente, nel periodo estivo, vengono organizzate serate di spettacolo e cinema all’aperto, nel suggestivo scenario del cortile interno.

Nella prima decade di gennaio del 1117, un terremoto scosse violentemente gran parte dell’Italia settentrionale e solo nel 1285, per volontà degli Scaligeri, iniziarono i lavori di ricostruzione e di ampliamento della zona fortificata di Valeggio. Oltre alla Rocca ed al Castello, fu edificato un avamposto sulle rive del fiume Mincio, che inglobò alcune case e la piccola chiesa Romanica di S.Maria della Maison.

Nel 1345, Mastino II della Scala iniziò i lavori di un’imponente “bastia”, costituita da fossati e mura merlate intervallate da torricelle, che scendeva dal Castello, circondava l’abitato di Valeggio, raggiungeva il Castello di Villafranca, per terminare nelle campagne paludose che circondavano Nogarole Rocca. Complessivamente il cosiddetto“Serraglio Castellano” era lungo circa sedici chilometri. Il lavoro fu interrotto nel 1348, allo scoppio di una delle più gravi pestilenze che si ricordino: la famosa Peste nera che sconvolse tutta l’Europa.
Negli anni successivi la costruzione di questo sistema difensivo venne ultimata, ma nel 1387 le roccaforti valeggiane vennero conquistate dalle armate viscontee.

Nel 1393, Gian Galeazzo Visconti, signore del Ducato di Milano, fece raccordare un “Ponte – diga” che aveva un doppio scopo: essere sia luogo di transito, sia difesa dalle acque da lui fortemente voluto, con la Rocca di Valeggio tramite due alte cortine merlate, realizzando così un complesso fortificato unico in Europa.
Durante la dominazione veneziana, iniziò il lento e progressivo decadimento delle complesse strutture difensive tardo medievali e, verso la metà del XVI secolo, la Serenissima Repubblica di Venezia, privilegiando la scelta strategica di fortificare Peschiera, cedette ai privati sia il Castello che il Ponte Visconteo.

Foto di Franco Lanfredi

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