CHIESA DI SAN PIETRO IN CATTEDRA

Arte e Cultura

Una chiesa neoclassica rimasta incompleta

Iniziando il nostro tour alla scoperta dei luoghi di rilievo artistico-culturale valeggiani, nel centro storico incontriamo sul nostro cammino la Chiesa parrocchiale di San Pietro in Cattedra, di cui colpisce l’insolita facciata con il bel portale in bronzo, realizzato nel 2006, in occasione del 200° della consacrazione.

Di stile neoclassico, fu eretta nel 1753, sui resti di una precedente chiesa del ‘600, ma alcuni documenti testimoniano una pieve romanica del 1145. Mentre la facciata è rimasta incompleta, all’interno una grande navata convoglia lo sguardo verso un’immensa pala dell’800. Sulla sinistra, un magnifico organo a canne (1812) opera di G.B. Sona, della scuola veneto-gardesana del XVIII sec., completamente restaurato e perfettamente funzionante.

Una breve citazione merita anche la cinquecentesca cappella dell’Oratorio, che sorge nella piazzetta sul lato sinistro della chiesa. Da poco restaurata, essa rappresenta l’edificio sacro più antico di Valeggio. Nella nostra parrocchia un tempo sorgevano altre quattro cappelle dedicate a S.Zeno, S.Rocco, S.Giorgio e S.Giustina, di queste purtroppo non sono rimaste che poche tracce.

 

I lavori di costruzione della chiesa parrocchiale di Valeggio iniziarono, preliminarmente, nel 1753, con l’abbattimento di quella precendente (eretta a partire dal 1603) e la sistemazione degli edifici circostanti l’area sacra. La solenne posa della “prima pietra” avvenne Sabato 15 Marzo 1760. Nel 1782 l’edificio era ormai ultimato; solo la facciata rimase incompleta per la mancanza di fondi, che impedì alla Fabbriceria di portare a compimento il progetto dell’architetto Adriano Cristofoli (1717-1788).

Le drammatiche vicende della caduta della Repubblica Veneta e le campagne napoleoniche culminate nel tragico “sacco” del paese nel Natale del 1800, procrastinarono la consacrazione del nuovo tempio al 15 Ottobre 1808.

Recenti ritrovamenti cartografici ci hanno permesso di verificare che l’attuale chiesa è sorta sul luogo della precedente “pieve romanica” di cui dimensioni e forme ci sono del tutto ignote. Del primitivo edificio è rimasta una sola, splendida reliquia: una grande ancona di pietra che risale all’XI-XII secolo, scolpita a trittico e dedicata al nostro Patrono. Attualmente l’antico reperto è conservato nella cappella delle confessioni: la sua rigorosa bellezza merita di essere ammirata.

La chiesa odierna sviluppa le tematiche stilistiche neoclassiche su una pianta a croce latina. La grande navata unica, che quasi annulla il limitato transetto, convoglia gli sguardi verso un impianto scenico-architettonico di alte colonne, che esalta la solennità del presbiterio. Imponente, dietro l’altare maggiore, la tela che celebra il primato di Pietro, opera di Saverio Della Rosa (1743-1821).

Il coro è arricchito da un semicerchio di stalli lignei (1808). Su una delle cantorie che sovrastano le due parti del transetto si eleva il monumentale organo costruito da G. B. Sona nel 1812, da poco restaurato e restituito alla sua piena funzionalità.
Due gli altari minori, a destra quello dedicato all’Immacolata e quello di S.Giorgio del 1628, recuperato dalla chiesa seicentesca. Nella pala di quest’altare, dedicata al Patrono del nostro Comune, è raffigurato il Castello di Valeggio. Fra gli altari ed attorno al presbiterio si possono ammirare una serie di tele della scuola ottocentesca del Cignaroli. Più in alto, vi sono 14 affreschi monocromi dedicati alle pene del martirio. Sopra l’ingresso principale, un grande affresco di Germano Prendaglio (1745-1809), raffigura la cacciata dei mercanti dal Tempio. Nella cappellina della Crocefissione e nel Battistero vi sono affreschi che meriterebbero un serio restauro. Accanto, vi sono anche gli unici due antichi confessionali rimasti dei sei che ornavano la navata.

Notevoli il grande pulpito ligneo (1823), bombato con baldacchino, non più usato dopo l’introduzione delle nuove norme di culto. Nelle entrate laterali e nel transetto alcune lapidi riportano le date più significative della storia della parrocchiale, la più recente delle quali riporta il restauro dell’illuminazione e della ripintura degli interni, completati del 1984. Una nota particolare meritano i 14 quadri, olio su tela, della Via Crucis (1803). Nella volta a botte sopra al cornicione e nella lunetta della facciata, la luce esterna filtra attraverso vetrate colorate di buon effetto.

Nei due ambulacri di accesso al coro, risaltano nella luminosità del vetro dipinto il Patrono diocesano San Zeno e quello comunale San Giorgio. Questa chiesa del tardo settecento conferma la grande tradizione italiana che vuole gli edifici sacri veri e propri custodi delle migliori espressioni della nostra cultura e della nostra arte.

Foto di Franco Lanfredi e Alessandra Guerra

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