CUSTOZA

Colline Moreniche
Prodotto Tipico

Prodotto:

  • Salato, muscolare, fulvo, mandorlato, copioso. La Denominazione d’Origine Controllata di stille d’oro fuso, dai Vitigni dell’emiciclo morenico.

Informazioni

  • Colore: Paglierino, giallo grezzo
  • Odore: Abboccato, fiorile, deciso, maturo
  • Sapore: Salato, nerboruto, malleabile

Sito Web


Descrizione

Il nettare di bacco all’ombra dell’Ossario

Peculiare D.O.C. e D.O.C.G. dello sferisterio morenico a Sud-Est del Bènaco, ed in particolare dei Comuni di Valeggio sul Mincio, Sommacampagna, Villafranca di Verona, Peschiera del Garda, Lazise, Castelnuovo, Pastrengo, Sona e Bussolengo, il Custoza vanta un frascare florido, agilmente abbinabile e considerevolmente bevibile, dall’atipica intonazione fragrante e afosa d’affinamento, nel tempo.

Contrassegno strepitante fra le selezioni d’Origine Controllata dell’intero Stivale, del nettare di bacco all’ombra dell’Ossario, è il mancato affidamento a un vitigno preminente, privilegiando piuttosto un accorto assortimento di raspi, a valorizzare piantate autoctone quali la delicata, fruttificata, Garganega, il corposo, vorace, Trebbianello, l’eleganza scattante della Bianca Fernanda, lo spietato forbire d’un tipico biotipo di Tocai Friulano, le legnate smacchiate del Riesling Italico, l’incalzare sagace di Malvasia e Manzoni Bianco, entro un eterogeneo vigore, distinto, meritevole, rispetto i vini varietali.

Le sensazioni che sgorgano da questo connubio divino  presentano un insieme sgargiante, collettivo, di frutta, flora, erbe aromatiche e spezie incartate sui percorsi e sulle bordate delle centinaia di migliaia di ettolitri di produzione annua. In sintesi, si può affermare che le varietà di base permettono di definire la gittata dell’uvaggio, valente nell’elargire una precisa, universale, identità al Custoza, mentre le sembianze complementari allegano ricchezza, con bouquet tipici.

Accanto al Custoza tradizionale, audaci impresari del vino, cantine di prospettiva, realizzano modeste quantità di Custoza Superiore, da Cru Locali, di squillante Custoza Spumante e di storico Custoza Passito, segnaletico di festa.

La Garganega

Origine
Il De Crescenzi, già nel 1495, cita una qualità di Vino del Bolognese e del Padovano, ricavato dalle sue Uve, un tempo lode dei Dalla Scala. Successivamente, diversi ampelografi hanno delimitato l’area di coltivazione dell’arbusto alle province di Verona, Vicenza e ai Colli Euganei.

Caratteristiche Ampelografiche
Apice del germoglio: cotonoso, verde-biancastro con sfumature rosa al margine.
Foglia: medio-grande, quinquelobata, pentagonale leggermente allungata con seno peziolare a V o U a bordi sovrapposti; lembo bolloso; denti pronunciati a base larga, convessi da un lato e concavi dall’altro.
Grappolo: grande, lungo, di forma cilindrico piramidale, alato (ala molto sviluppata) piuttosto spargolo.
Acino: medio, sferoidale, leggermente schiacciato; buccia pruinosa, poco spessa, coriacea, giallo-dorata; polpa di sapore neutro, leggermente acidula.

Caratteristiche Fenologiche e Produttive
Il vitigno è caratterizzato da un germogliamento leggermente tardivo, mentre le altre fasi fenologiche sono medie. Presenta un peso medio del grappolo medio-elevato (200-400 g). Preferisce potature lunghe a causa della fertilità distale e forme a pergola. Risulta abbastanza sensibile al freddo invernale.

Il Trebbianello

Origine
Vitigno coltivato nel Veneto e nel Friuli probabilmente, secondo Dalmasso, fin dalla fine del Settecento. Proprio questo studioso lo battezzò tocai friulano nel 1933, mentre nell’area del Custoza assume il nome di trebbianello. Recenti studi dell’Istituto Sperimentale per la Viticoltura lo hanno identificato come sauvignonasse, vecchio vitigno del Bordolese dove è praticamente scomparso.

Caratteristiche Ampelografiche
Apice del germoglio: a ventaglio, vellutato, verde-dorato;
Foglia: medio-grande, trilobata, con seno peziolare a lira chiusa e lobi leggermente sovrapposti; lembo piegato a coppa, con pagina inferiore glabra; dentatura abbastanza marcata, convessa a base larga;
Grappolo: medio, tronco-piramidale, con una o due ali, mediamente compatto;
Acino: medio, sferoidale; buccia poco consistente, pruinosa.

Caratteristiche Fenologiche e Produttive
Germogliata tardiva, risultante, tuttavia, nella media entro la successione delle altre fasi fenologiche. Ha un’elevata vigoria. La fertilità delle gemme è buona, ma non quella basale, per cui necessita di potature lunghe e forme di allevamento abbastanza espanse.

La Bianca Fernanda

Origine
L’origine del vitigno cortese, che nella zona del Custoza è conosciuto come Bianca Fernanda, non è certa: si ritiene derivi dalle province di Alessandria, Novara e del tortonese ed è conosciuto in Piemonte sin dal Secolo XVIII anche con i termini dialettali corteis, courteisa e courteis.

Caratteristiche Ampelografiche
Apice del germoglio: medio, lanuginoso, di colore verde biancastro;
Foglia: media, pentagonale con cinque-sette lobi, spesso asimmetrica; seno peziolare a lira, chiuso con bordi sovrapposti; pagina superiore liscia, glabra, verde cupo, con nervature di colore verde chiaro, pagina inferiore aracnoidea; denti pronunciati, a base larga con un lato concavo e uno convesso;
Grappolo: medio grande, conico piramidale, alato, spargolo; peduncolo visibile, semi-legnoso fino alla prima biforcazione;
Acino: medio-grande, ellissoidale, buccia non molto pruinosa, sottile di colore giallo dorato carico se esposto al sole.

Caratteristiche Fenologiche e Produttive
Tutte le fasi fenologiche si collocano in media epoca: germogliamento nella seconda decade di aprile, fioritura tra la prima e la seconda di giugno, invaiatura nella seconda decade di agosto e vendemmia entro fine settembre. È un vitigno dall’elevata vigoria, con un rapido accrescimento dei germogli e una vegetazione rigogliosa.[/vc_column_text]

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