LUOGHI DEL RISORGIMENTO

L’Italia s’è fatta tra queste colline

Le aspre battaglie che portarono all’Unità d’Italia, il cosiddetto “Risorgimento Italiano”, si svolsero tra le dolci e miti colline moreniche del Lago di Garda, tra il 1848 ed il 1866. Ben tre Guerre d’Indipendenza orbitarono attorno ai campanili di Custoza (Verona), San Martino e Solferino (Mantova), ove, tra combattimenti efferati, cruenti, massivi, in poche leghe, si mise in pratica l’idea dell’odierno “Bel Paese”, incalzando, fino alla resa, l’arcaico Dominio dell’Austria-Ungheria.

San Martino della Battaglia

Un risicato complesso di casupole, portici e facciate ha deciso, negli anni centrali delle vicende Risorgimentali, le sorti delle forze Franco-Sabaude all’inseguimento degli eserciti Asburgici successivi alla Battaglia di Magenta. Una vittoria tattica che ha permesso al Regno di Sardegna di non compiere le sorti di una nuova Nazione, costretto dalle potenze ad accettare un armistizio, quello di Villafranca, alquanto garante di un equilibrio ormai perduto, a vantaggio del Re e di Cavour. San Martino de’ Rovedono (chiamato così per la vicinanza al grande fossato Redone) divenne così Della Battaglia, consacrando questa piccola frazione, dominata dal torreggiante monito, a onore, merito e memoria, della Torre Monumentale, sulla quale di notte brilla un faro tricolore. Un Ossario “Alle commiste reliquie dei Prodi”, Piazza della Concordia e le sue effigi ai caduti, la Chiesa di San Donino, le Cascine Storiche e un distaccamento del Museo del Risorgimento, quest’ultimo locato a Solferino, tinteggiano un panorama spesso di gesta e cronache, ancora oggi sull’altare epico della nostra genesi.

Solferino

La Spia d’Italia, sorvegliante irreprensibile del confine fra Lombardia e Veneto, campeggia sull’unico Comune dei tre luoghi del nostro Rinascimento, a puntellare l’esperienza di permanenza nel palpitante animo del Quadrilatero. Socchiuso dai Colli Morenici, teatro dell’omonima Battaglia del 1859, che fomentò ispirazione a Henry Dunant per l’istituzione dell’ormai mondiale Corpo della Croce Rossa Internazionale, questo borgato vide quasi un quarto di milione di soldati affrontarsi fino allo sfinimento e alla Vittoria Franco-Piemontese, alla presenza, fra gli altri, dell’Imperatore di Francia Napoleone III. Sede dell’approfondito Museo del Risorgimento di Solferino e San Martino, dove sono conservati documenti, stampe, disegni, collezioni iconografiche, divise militari, armi, cannoni e cimeli dello scontro; del Memoriale della Croce Rossa, delle vestigi del Castello di Orazio Gonzaga, Solferino è strepito importante per chi al Turismo classico preferisce mattonate di vera Storia da apprezzare ed eviscerare.

Custoza

Abitato che sorge in posizione amena sulle colline moreniche che costeggiano il territorio valeggiano, è passato alla Storia per essere stato teatro di due importanti Battaglie Risorgimentali, che videro in entrambi i casi la sconfitta degli eserciti Piemontesi, mandanti dell’Unificazione, nello scontro del 1848, e italiano, con intenti di recupero di zone irridente, nel 1866 ad opera delle forze Austriache. Sulla sponda occidentale di quel “fiumetto” che è il Tione, a due passi dalla millenaria Via Postumia, la terra degli echi del Tamburino Sardo che, invano, corse giù dalla collina, quasi come maratoneta, a chiamare i rinforzi prima dell’arrivo di Radetzky, brilla di contributi preziosi a quella mnemonica facoltà che ha reso Italia un’amalgama sfibrato di nozioni politiche. I quaranta metri di Ossario sono fuori dubbio l’attrattiva principe di questo cantone, voluta dal Parroco Pivatelli, in pietra tufacea del Monte Ongarine, è sovrastato da un obelisco che ultima in una loggia panoramica d’invisa dovizia. Nelle Cripte del Mausoleo furono poste le spoglie di 1894 caduti. Rinomata per i prodotti della sua florida viticoltura, Custoza D.O.C. e D.O.C.G., può essere raggiunta anche a piedi o in bicicletta, direttamente dal centro di Valeggio.

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