MANTOVA

Dintorni

Dai Gonzaga all’Unesco, passando per Potentati e Imperi

Figlia dell’indovino tebano Tiresia, secondo il Mito, “Manta”, Mantova vibra incastonata come un gioiello fra quattro laghi, a qualche panorama di distanza dalla terra del Tortellino, sperone di Storia che vanta fra le più clamorose eredità rinascimentali dell’intero Stivale.

Una piccola città, densa di storia, arte e cultura, dove il turista potrà apprezzare i lavori di famosissimi artisti, quali Mantegna, Pisanello, Giulio Romano, Leon Battista Alberti e numerosi altri pittori e scultori. Patria della Guelfa Famiglia De Gonzaga, durante la cui dominazione (1328 – 1707) raggiunse il suo massimo splendore, è ravvolta attorno alle maestose Piazza Sordello e Piazza Erbe, che ne costituiscono l’asse storico portante.

In essa meritano di certo una visita: il Duomo di San Pietro, romanico con orpelli gotici ad estimarlo; la Basilica di Sant’Andrea; la Rotonda di San Lorenzo, ancor oggi impregnata d’echi bizantini e di una tribuna invidiabile;Palazzo Te, “non residenza, ma felice isola di svago, feste e riposo, dimora estiva di lucidi inganni”, manierista progettato dal celebre Giulio Romano; i rostri frastagliati del Palazzo del Capitano, nucleo della Gran Corte Ducale, complesso architettonico costituito da numerosi edifici collegati tra loro da corridoi e gallerie ed arricchito da cortili interni, alcuni pensili, e vasti giardini, per estensione dei tetti seconda solo al Vaticano di Roma.

E questa è solo una scheggiata superficiale dell’abitato dalle venti chiese, della Capitale di una fra le più note Famiglie principesche, e di mecenati delle Arti, dell’intero vecchio Continente, protagonista della storia italiana ed europea. Infatti, quale culla del Rinascimento italiano, Mantova, è entrata a far parte ufficialmente (dal Luglio 2008) dall’UNESCO, e nel 2016 nominata Capitale Italiana della Cultura.

Anche e soprattutto dal punto di vista enogastronomico si può parlare di una vera e propria cultura mantovana, ricca di tradizioni e segreti che si tramandano in cucina da generazioni. Alcuni prodotti meritano in particolare una citazione: la pera tipica mantovana Igp, di cui testimoniano l’antica coltivazione i  fregi a festoni di pere della “Camera degli Sposi” e del Palazzo Ducale di Sabbioneta; il Melone Mantovanoriconosciuto come prodotto di Indicazione Geografica Protetta (IGP), la zucca mantovana, un ortaggio simbolo della zona, ingrediente base per la preparazione dei piatti popolari come i tortelli di zucca e degli gnocchi di zucca; vini mantovani DOC come i Garda Colli Morenici e il Lambrusco Mantovano, e questo solo per citarne i più celebri. Ma il modo migliore per scoprirli è lasciarsi tentare dalle proposte dei copiosi ristorantini e locande che troverete lungo le sue vie.

Fondata attorno ai Secoli V e VI forse dagli Etruschi, Mantova venne occupata dai Galli e, in seguito, Roma, che vi fondò una Colonia, Mantua, ricordata già nel 214 a.C. esordì Subordinata della Res Publica, divenne Città Libera di Diritto Romano (90 a.C.) e infine Municipio (47 a.C.) fino alle distruttive Guerre Civili che la videro vittima di confisca di parte del territorio a favore dei veterani.

Saccheggiata dai Goti (401), dal 601 passò ai Longobardi. Capoluogo di Contea dal Secolo X, fu assediata da Enrico IV (1091), che poi ne accrebbe i privilegi. Il Vescovo Garsedonio impose alla città l’alleanza con Federico Barbarossa (durata sino al 1162), mentre il mutato atteggiamento papale la portava nel Carroccio, Lega dei Comuni Lombardi (1167). Con l’uccisione del vescovo Guidotto, l’autorità dei vescovi scomparve dalla vita pubblica cittadina (1235); guidati dai Sambonifacio, i Mantovani si opposero a Federico II e a Ezzelino da Romano (1259).

Il regime comunale si sfaldò nella lotta tra fazioni; vennero espulsi dalla città potenti famiglie e infine, a opera di Pinamonte Bonacolsi, lo stesso podestà Guido da Correggio, divenne primo Signore di Mantova. I Bonacolsi furono poi travolti dall’insurrezione popolare diretta dai Gonzaga (1328), che crearono l’intelaiatura della Signoria e resistettero ai ripetuti assalti dei Visconti. Con Gianfrancesco Gonzaga (1433) la città divenne capitale principesca; con la corte di Francesco e Isabella d’Este (Secoli XV e XVI) accrebbe il suo prestigio, che raggiunse l’apice con Guglielmo (1559-87) e Vincenzo I (1587-1612). La Guerra di Successione (1627-31) che seguì la morte di Vincenzo II determinò il crollo della fortuna della Città; assediata nel 1629, fu occupata dagli imperiali nel 1630. Sottoposta all’influenza francese, sotto il dominio dei Gonzaga-Nevers, la città si ridusse in miseria e si riebbe solo con la reggente Maria Gonzaga (1637-47).

Nel 1707 passò all’Impero; partecipò alle guerre di successione (1735) e a quelle di Napoleone: capitolò nel 1797 ai Francesi; fu poi riconquistata dagli austriaci (1799) e nuovamente occupata dai francesi (1801). Tornata all’Austria per il Trattato di Vienna(1815), fu teatro di alcune Congiure Carbonare nel 1821; durante la Prima Guerra d’Indipendenza giocò un ruolo strategicamente sfavorevole alle forze italiane impegnate a neutralizzarla, e così pure nella guerra del 1866, nella quale fu tra le cause determinanti della vittoria austriaca a Custoza.

Foto di Franco Lanfredi

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