VERONA

Dintorni

La Città dell’Amore, Patrimonio dell’Umanità

Città Storica, opulenta, florida, meta turistica internazionale fra le più raffinate, dense ed apprezzate della Penisola. La seconda Città del Veneto è ogni anno fulcro di gite alla scoperta dei suoi remoti, eppure ancora vibranti, trascorsi Romani, che si pongono in essere nell’Arena, anfiteatro fra i migliori e meglio conservati esempi di architettura ludica classicheggiante. Meritevoli di menzione sono la sontuosa Piazza delle Erbe, la Torre dei Lamberti, e la spettacolare facciata di Palazzo Maffei, oltre naturalmente a Castelvecchio, monumento militare alla potenza della Signoria dei Dalla Scala.

Ma il vero pregio della culla scaligera è il senso di scoperta e di meraviglia che è capace di trasmettere, in una dimensione ben più vasta di quanto Valeggio già non operi, su una scala infinitamente minore. La Città dell’Amore, a “un tiro di schioppo” dal nostro paesello, facilmente raggiungibile in corriera, è una deviazione obbligata per chi vuole gustare le atmosfere del mito di Romeo e Giulietta, lasciandosi appassionare da un’altra, la più famosa e universale, delle mille Storie che popolano l’orbita del territorio Valeggiano, arcaica terra di confine, viavai di cultura e saperi.

Appurato il dirompente carattere della Verona Storica, più che meritevoli sono anche gli innumerevoli eventi che si susseguono senza tregua nel corso dell’annata, entusiasmando e appassionando turisti e curiosi da ogni dove. Partendo dal Festival Lirico dell’Arena, passando per le squisite occasioni del Vinitaly, della Fieracavalli e del Tocatì (Festival dei Giochi di Strada), fino al San Valentino più vivido e scoppiettante d’Italia, attorno alle Arche Scaligere rotea un contesto brioso e spumeggiante, capace di intrattenere ogni sorte di palato.

Il territorio veronese è, infatti, ricco di prodotti genuini e di qualità, come il Riso Vialone Nano IGP, l’unico in Italia a fregiarsi del marchio europeo di Indicazione Geografica Protetta, Radicchio rosso di Verona IGP, formaggio Monte Veronese DOP, olio extravergine d’oliva Garda DOP, Marroni di San Zeno DOP. Prodotti che diventano ingredienti di squisite ricette e che si accompagnano con i vini DOC e DOCG della zona: della riviera gardesana (Bardolino, Bianco di Custoza, Lugana), di Soave, della Valpolicella e della Valdadige, oltre al famoso Amarone.

Come arrivare a Verona:

  • In Corriera A.T.V.Linea 160, dalla Fermata di Via San Giovanni Bosco, di fronte all’autolavaggio – Un Bus al dodicesimo minuto di ogni ora (dalle 6.12 alle 19.12) – Costo del Biglietto: 4 Euro – Percorrenza: 1 ora ca.

Abitata in origine da Reti o Euganei, Verona, da “Ve”, parola etrusca usata per indicare le popolazioni venete, “Ro”, dal greco “reo” cioè “scorro” ad indicare il fiume Adige che attraversa la città, e “Na”, radice sillabica etrusca che indica un centro abitato, fu Colonia di Diritto Latino nell’89 ed ebbe la Cittadinanza dell’Urbe nel 49 a.C. Gallieno vi dedusse una colonia militare e la sua importanza militare proseguì in età Post-Imperiale (vittoria di Teodorico su Odoacre, 489 d.C.).

Con i Longobardi fu residenza di Re Alboino, poi sede di un Ducato. Centro di un comitato con i Franchi per un breve periodo, nel 937 Ottone I, per assicurarsi una via di accesso in Italia, costituì una Marca, che comprendeva tutto il Veneto di terraferma, escluse Venezia, Adria e Rovigo, e in più il Trentino e il Friuli, affidandola ai Duchi di Baviera; nel corso del Secolo XI la marca stessa si divise in diversi tronconi e nel Secolo XII scomparve come unità politico-amministrativa. Accanto a una classe feudale si era intanto sviluppato un ceto di ricchi mercanti: dalla loro collaborazione sorse il Comune. Legata al Barbarossa sino al 1164, in tale anno fu proprio il Capoluogo del Garda Meridionale a creare la Lega della Marca, con Vicenza, Padova e Venezia, fusasi nel 1167 con la Lega Lombarda. Avuta con la Pace di Costanza la libertà di commercio con la Germania del Sacro Romano Impero, dal 1197 fu retta da un Podestà. Intanto aveva dato inizio alla sua espansione sul Garda, mentre scoppiavano conflitti interni fra le maggiori famiglie: nel 1226 Ezzelino III da Romano divenne Podestà e dal 1236 Signore di mezzo Veneto. Alla sua morte, avvenuta nel 1259, il potere fu tenuto dalle Arti, con Mastino della Scala come Capitano del Popolo, per difendere il Comune dai Guelfi e dai fuoriusciti sostenuti da Padova, Ferrara e Mantova. La minaccia esterna sollecitò l’avvento della Signoria: ucciso Mastino nel 1277, fu eletto capitano e rettore il fratello Alberto. Con Cangrande la Signoria estese poi i suoi domini conquistando Vicenza, Feltre, Belluno, Padova e Treviso, ma una coalizione Veneto/Fiorentino/Lombarda stroncò queste ambizioni (1336-39), riducendo il potere degli Scaligeri alla sola Città, che nel 1387 fu assorbita dai Visconti. Dopo un’effimera restaurazione scaligera (1404) e una breve occupazione di Francesco da Carrara, nel 1405 la Città giurò fedeltà alla Serenissima, il cui secolare dominio, interrotto dall’occupazione dell’imperatore Massimiliano I (1509-17), ebbe termine nel 1796 con l’arrivo dei Francesi e di Napoleone, i cui soprusi provocarono la sommossa delle Pasque Veronesi. Consegnata dal Trattato di Campoformio agli Austriaci (1798), la pace di Lunéville (1801) la divise fra la Repubblica Italiana e l’Austria. Nel 1805 entrò a far parte del Regno d’Italia e dal 1814 al 1866 passò sotto l’Austria, prima della fine della Terza Guerra d’Indipendenza che la condusse nuovamente all’ombra del Tricolore.

Foto di Franco Lanfredi

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